Solitamente, il morbo di Parkinson inizia in modo impercettibile e progredisce gradatamente.

Il primo sintomo è

  • Tremori in circa due terzi delle persone
  • Problemi di movimento o una riduzione del senso dell’odorato nella maggior parte degli altri

tremori presentano di solito le seguenti caratteristiche:

  • Sono grossolani e ritmici
  • Solitamente si manifestano in una mano quando è a riposo (tremore da riposo)
  • Spesso coinvolgono la mano che si muove come se stesse facendo rotolare piccoli oggetti (chiamato contar monete)
  • Diminuiscono quando si muove volontariamente la mano e scompaiono completamente durante il sonno
  • Possono peggiorare in caso di stress emotivo o astenia
  • Possono infine avanzare all’altra mano, alle braccia e alle gambe
  • Possono colpire anche le mascelle, la lingua, la fronte e le palpebre, ma non la voce

In alcune persone, questo sintomo non si sviluppa mai.

Il morbo di Parkinson causa in genere anche i seguenti sintomi:

  • Rigidità: i muscoli diventano rigidi, rendendo difficile il movimento. Quando il medico cerca di piegare l’avambraccio del paziente o di allungarlo, questo resiste al movimento e, quando si muove, il movimento inizia e si interrompe, come a scatti (rigidità a ruota dentata).
  • Rallentamento dei movimenti: i movimenti diventano lenti e difficili da iniziare e le persone hanno tendenza a muoversi meno. Quando si muovono meno, il movimento diventa più difficile perché le articolazioni si irrigidiscono e i muscoli si indeboliscono.
  • Difficoltà a mantenere l’equilibrio e la postura: la postura diventa curva ed è difficile mantenere l’equilibrio. Le persone quindi tendono a cadere in avanti o indietro. Poiché i movimenti sono rallentati, spesso non riescono a muovere le mani abbastanza rapidamente da frenare la caduta.

Diventa difficile camminare, in particolare fare il primo passo. Una volta iniziato a camminare, l’andatura è strascicata con passi brevi e braccia piegate all’altezza della vita che oscillano leggermente o per niente. Mentre camminano, alcune persone hanno difficoltà e fermarsi o a girare. Quando la malattia avanza, certe si fermano improvvisamente perché si sentono come se i piedi fossero incollati al suolo (congelamento). Altre accelerano involontariamente e gradatamente il passo, arrivando a una corsa instabile per evitare di cadere. Questo sintomo è chiamato festinazione.

La rigidità e la diminuzione della mobilità possono contribuire al dolore muscolare e all’affaticamento. La rigidità dei muscoli interferisce con molti movimenti: girarsi nel letto, entrare e uscire da un’auto e alzarsi da una poltrona. Solitamente le attività quotidiane (come vestirsi, pettinarsi, mangiare e lavarsi i denti) richiedono maggior tempo.

Dal momento che le persone hanno spesso difficoltà a controllare i piccoli muscoli delle mani, le attività quotidiane, come abbottonarsi una camicia o allacciarsi le scarpe, diventano sempre più difficili. La maggior parte di coloro che sono affetti dal morbo di Parkinson ha una calligrafia tremolante e piccola (micrografia) perché è difficile iniziare e mantenere ogni tratto della penna. Questi sintomi possono essere presi a torto per debolezza. Tuttavia, la forza e la sensibilità sono solitamente normali.

Il viso diventa meno espressivo (come una maschera) perché i muscoli facciali che controllano l’espressione non si muovono come farebbero normalmente. Questa mancanza di espressione può essere confusa con la depressione, oppure si rischia di non accorgersi della depressione (essa è comune in chi soffre di morbo di Parkinson). Alla fine, il viso può cristallizzarsi in uno sguardo fisso nel vuoto con la bocca aperta e gli occhi che ammiccano raramente. Spesso le persone sbavano o si soffocano perché i muscoli del viso e della gola sono rigidi, rendendo difficile la deglutizione. Parlano spesso piano con tono uniforme e a volte a scatti, perché hanno difficoltà ad articolare le parole.

Il morbo di Parkinson causa anche altri sintomi:

  • problemi di sonno, compresa insonnia, sono comuni, spesso perché le persone hanno bisogno di urinare frequentemente, oppure perché i sintomi si aggravano durante la notte, rendendo difficile girarsi nel letto. Si sviluppano spesso disturbi di comportamento del sonno paradosso (fase REM). In questi disturbi, gli arti, che solitamente non si muovono nel sonno REM, possono muoversi improvvisamente e in modo violento perché le persone mettono in pratica i propri sogni, a volte ferendo la persona che dorme accanto. La mancanza di sonno può contribuire alla depressione e alla sonnolenza durante il giorno.
  • Possono svilupparsi problemi di minzione. Può essere difficile iniziare la minzione e mantenerla (esitazione urinaria). Le persone possono avvertire una necessità impellente a urinare (urgenza). L’incontinenza è comune.
  • Possono comparire difficoltà di deglutizione perché il contenuto dell’esofago può avanzare più lentamente. Di conseguenza, può succedere che i soggetti inalino (aspirino) le secrezioni orali e/o cibo ingerito o i liquidi bevuti. L’aspirazione può dare luogo a polmonite.
  • Può svilupparsi stipsi, perché l’intestino muove il suo contenuto più lentamente. Inattività e levodopa, il farmaco principale utilizzato per trattare il morbo di Parkinson, possono aggravare la stipsi.
  • Può verificarsi una diminuzione improvvisa ed eccessiva della pressione arteriosa quando una persona si alza (ipotensione ortostatica).
  • Si sviluppano spesso delle scaglie (dermatite seborroica) sul cuoio capelluto e sul viso e a volte in altre aree.
  • La perdita dell’olfatto (anosmia) è comune, ma può non essere notata.
  • La demenza si sviluppa in circa un terzo delle persone con morbo di Parkinson. In molte altre, viene compromesso il pensiero, ma queste possono non rendersene conto.
  • Si può sviluppare depressione, talvolta anni prima che le persone abbiano problemi di movimento. La depressione tende a peggiorare man mano che il morbo di Parkinson si aggrava. La depressione può anche peggiorare i problemi di movimento.
  • Possono osservarsi allucinazioni, manie e paranoia, in particolare se si sviluppa demenza. Le persone possono vedere o udire cose inesistenti (allucinazioni) o avere convinzioni ferme nonostante chiare evidenze del contrario (manie). Possono diventare diffidenti ed essere convinte che le altre persone intendono arrecare loro danno (paranoia). Questi sintomi sono ritenuti psicotici, perché rappresentano una perdita di contatto con la realtà. I sintomi psicotici sono il motivo più comune per il quale chi soffre di morbo di Parkinson viene ricoverato in un istituto. Avere questi sintomi aumenta il rischio di decesso.

I sintomi mentali, compresi quelli psicotici, possono essere provocati dal morbo di Parkinson o da un farmaco usato per trattarla.

I farmaci usati per trattare il morbo di Parkinson (vedere la tabella Farmaci usati per trattare il morbo di Parkinson) possono anch’essi provocare problemi, come comportamento compulsivo-ossessivo o difficoltà a controllare gli impulsi, portando per esempio a gioco o collezionismo compulsivo.

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